Pubblicato Giovedì, 4 febbraio 2010 alle 0:4
Sigfrido: Chi di cava ferisce, di cava cum clava perisce
Pensieri e parole: "ecco quando il topo cade in trappola"
Di Sigfrido
Quando osservo i comportamenti di certe persone mi viene da chiudere gli occhi e rifletto sulle particolari qualità che gli consentono ancora di sedere tra i banchi di un consiglio regionale. Poi penso che le raccomandazioni sono quelle che hanno contraddistinto la sua carriera politica e gli occhi non li riapro più. Noi, poveri italiani, parliamo di meritocrazia, loro di interessi. Si capiscono di più. Meglio un giovane volenteroso senza lavoro che un dipendente della politica assunto a tempo indeterminato. E’ marketing, si studia alle scuole ‘grosse’.
Ma questa volta, e ve lo dice uno che di comicità ne sa più di qualcosa, non ce l’ho fatta a mantenermi sulle sedia dal ridere. Quando tutto il mondo vastese non mangiava per pensare alla Cava, non lavorava per vedere i siti web parlare della cava e non usciva per leggere commenti di questo o di quell’altro sulla cava, ecco lui che la cava l’ha risolta. Sì l’ha riempita ancor prima di scavarla, di cazzate però.
Stanato il problema come un gatto con il topolino, esce allo scoperto in gran spolvero stile Chuck Norris, parla dall’alto verso il basso sollevato di circa un paio di metri dal livello di Corso Italia e profetizza. “Abemus ….”, anzi no scusate ma abemus significa abbiamo, lui invece ha la soluzione.
Dicevamo, quando uno si alza e dice una cosa con la fierezza che lo contraddistingue e con l’autorità che vorrebbe ancora gli venisse data, non ammette repliche di nessun tipo. Guai a dissentire da chi pensa di parlare al popolo credendolo ignorante quindi suddito. Sarebbe come smentire un prete durante la Messa.
E proprio nel momento della sua massima eccitazione persuasiva arriva Febbo ad interrompergli l’orgasmo. Lo sgama come un padre alla marechella del figlio. Gli da due sculacciate e gli ricorda che lui è capogruppo di se stesso di un partito che è se stesso che dà soluzioni formulate da se stesso.
Io non lo so, ma suppongo che per effettuare una cava non serva nulla di tagliente, a maggior ragione per evitarla.
Quando osservo i comportamenti di certe persone mi viene da chiudere gli occhi e rifletto sulle particolari qualità che gli consentono ancora di sedere tra i banchi di un consiglio regionale. Poi penso che le raccomandazioni sono quelle che hanno contraddistinto la sua carriera politica e gli occhi non li riapro più. Noi, poveri italiani, parliamo di meritocrazia, loro di interessi. Si capiscono di più. Meglio un giovane volenteroso senza lavoro che un dipendente della politica assunto a tempo indeterminato. E’ marketing, si studia alle scuole ‘grosse’.
Ma questa volta, e ve lo dice uno che di comicità ne sa più di qualcosa, non ce l’ho fatta a mantenermi sulle sedia dal ridere. Quando tutto il mondo vastese non mangiava per pensare alla Cava, non lavorava per vedere i siti web parlare della cava e non usciva per leggere commenti di questo o di quell’altro sulla cava, ecco lui che la cava l’ha risolta. Sì l’ha riempita ancor prima di scavarla, di cazzate però.
Stanato il problema come un gatto con il topolino, esce allo scoperto in gran spolvero stile Chuck Norris, parla dall’alto verso il basso sollevato di circa un paio di metri dal livello di Corso Italia e profetizza. “Abemus ….”, anzi no scusate ma abemus significa abbiamo, lui invece ha la soluzione.
Dicevamo, quando uno si alza e dice una cosa con la fierezza che lo contraddistingue e con l’autorità che vorrebbe ancora gli venisse data, non ammette repliche di nessun tipo. Guai a dissentire da chi pensa di parlare al popolo credendolo ignorante quindi suddito. Sarebbe come smentire un prete durante la Messa.
E proprio nel momento della sua massima eccitazione persuasiva arriva Febbo ad interrompergli l’orgasmo. Lo sgama come un padre alla marechella del figlio. Gli da due sculacciate e gli ricorda che lui è capogruppo di se stesso di un partito che è se stesso che dà soluzioni formulate da se stesso.
Io non lo so, ma suppongo che per effettuare una cava non serva nulla di tagliente, a maggior ragione per evitarla.
3 Commenti
Razionale su Chi di cava ferisce, di cava cum clava perisce
Postato Venerdì, 5 febbraio 2010 alle 3:46
Sigfri',sono concorde con te. Ma vedi, se uno fa 3mila copie di un foglietto al giorno e la gente poi ,nonostante i comunicati che anche siti come il Grillo gentilmente ospitano, crede che nulla della cava si faccia perche' Tagliente e' diventato il paladino di tutti noi, allora i vastesi meritano di essere comandati a bacchetta da gente come lui. FIne. Non ci sono margini di miglioramento.
Marino su Sigfrido: Chi di cava ferisce, di cava cum clava perisce
Postato Venerdì, 5 febbraio 2010 alle 11:25
Caro razionale, mi perdonerai se ti smentico. Io questo tagliente paladino non lo sto sentendo da nessuna parte. Ovunque vado lo prendono per il culo per due motivi principali.
Uno: quello di volersi prendere i meriti di aver bloccato la cava (quando poi tutti sanno che sono state le persone in piazza ad aver conseguito il risultato)
Il secondo è che non solo ha fatto la figura del pischello per prendersi i meriti ma che poi la cava si fa quindi anche quei pochi che speravano nelle sue buone parole hanno capito che erano stupidaggini.
Poi, oddio, Febbo ci ha fatto capire che con tagliente ci gioca a biglie!!
Tuka tuka stass su Sigfrido: Chi di cava ferisce, di cava cum clava perisce
Postato Venerdì, 5 febbraio 2010 alle 11:26
"Io non lo so, ma suppongo che per effettuare una cava non serva nulla di tagliente, a maggior ragione per evitarla." spettacolare!!!
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